Answer Engine Optimization: da SEO a AEO

Il 2018 è l’anno del linguaggio naturale. Gli ultimi trend in campo tecnologico indicano una chiara direzione: la voce sta diventando l’interfaccia che permette alle persone di interagire con le macchine. Quante volte durante la giornata chiediamo aiuto a “Siri” o interpelliamo “Ok Google”? Gli assistenti vocali sono solo alcuni degli esempi del nuovo trend che vede le voice user interfaces (VUI) sempre più protagoniste del mondo digitale.

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Google Art Project: navigando tra i capolavori dell’arte

Sguardo veloce alla homepage di Google, dove trovo il link a Google Art Project. Penso, e mo’ che si saranno inventati stavolta. Il primo impatto è notevole. Aprite il link di Google Art Project e la sensazione sarà quella di entrare dentro a un mondo di colori.
Sempre più incuriosita, divoro le poche spiegazioni che Google fornisce.

Innanzi tutto, cos’è Art Project?

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Google e alcuni musei del mondo per permettere alle persone di viaggiare virtualmente all’interno delle opere, utilizzando la tecnologia Street View.

Che cosa si può fare con Art Project?
Osservare i capolavori della storia dell’arte in altissima risoluzione, muovendosi con lo zoom, fino ad “entrare” dentro l’opera stessa.

Scoprire le opere del museo selezionato e vedere i video collegati su YouTube.

Creare la propria collezione, salvando tra i preferiti uno degli oltre 1000 capolavori presenti sulla piattaforma. E fare tutto ciò che facciamo quotidianamente, ovvero commentare e condividere (attenzione: le immagini comunque restano coperte da copyright).

E dal lato museo, come funziona?
Sono i musei stessi a segnalarsi a Google e a fornire i contenuti; quindi è probabile che rispetto al museo reale, su Google Art Project si trovino meno gallerie o opere.

Interessante esperimento di Google, nel proporre agli utenti una nota modalità di esplorazione (Street View) applicata a contenuti di tipo culturale.

Ovviamente l’applicazione va studiata meglio e si potranno dare dei giudizi soltanto in una fase di sviluppo e di diffusione più matura.
Per cui le mie sono solo impressioni della prima ora.
Sicuramente la scelta di presentare i musei navigabili solo tramite lista, senza possibilità di ricerca o di ordinamento (ordine alfabetico? città?), è da attribuire all’elenco limitato dei soggetti che finora hanno aderito. Però, da Google mi sarei aspettata almeno almeno un form di ricerca :P

Quello che potrebbe essere considerato un difetto, cioè avere accesso solo parzialmente alle collezioni, secondo me invece è un pregio. L’obiettivo di una visita virtuale, persino realistica come quella fornita da Google, non è sostituire la visita al museo reale, ma anzi, invogliare il visitatore a prendere l’aereo, l’auto, il treno e andarla a vedere dal vivo.

L’esperimento è interessante, ma mi stupisce (e mi rammarica) il fatto che nella lista dei musei coinvolti, a rappresentare il nostro Paese ci siano soltanto gli Uffizi di Firenze. Non credo che all’Italia manchino musei :) Quindi, attendiamo fiduciosi gli sviluppi di questa novità.

Qui la lista completa (aggiornata a oggi) dei musei che partecipano a Google Art Project:
Alte Nationalgalerie, Berlin – Germany
Freer Gallery of Art, Smithsonian, Washington DC – USA
The Frick Collection, NYC – USA
Gemäldegalerie, Berlin – Germany
The Metropolitan Museum of Art, NYC – USA
MoMA, The Museum of Modern Art, NYC – USA
Museo Reina Sofia, Madrid – Spain
Museo Thyssen – Bornemisza, Madrid – Spain
Museum Kampa, Prague – Czech Republic
National Gallery, London – UK
Palace of Versailles – France
Rijksmuseum, Amsterdam – The Netherlands
The State Hermitage Museum, St Petersburg – Russia
State Tretyakov Gallery, Moscow – Russia
Tate Britain, London – UK
Uffizi Gallery, Florence – Italy
Van Gogh Museum, Amsterdam – The Netherlands

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