Keywords rubate all’agricoltura

Grazie alla segnalazione di un amico di tweets, mi è capitato sottomano un interessante studio sul turismo rurale. Ammetto che il mio interesse si è sempre focalizzato soprattutto su quello culturale, quindi mi è sembrata una buona occasione per conoscere un settore da me poco esplorato.

Il 12 novembre è stato presentato a Milano lo studio La Radiografia del Turista Rurale 2009 – Italia, a cura di TopRural, il motore di ricerca degli alloggi rurali.

La cosa interessante è che la ricerca è stata fatta non dal punto di vista dell’offerta, ma della domanda; quindi ha permesso di conoscere quale sia il profilo del turista rurale.

Cose che mi aspettavo: l’età media tra i 35 e i 54 anni; il fatto che si fa la vacanza nell’agriturismo più che altro durante i ponti; che si sceglie la vacanza rurale perché c’è un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Cose che non mi aspettavo (ed è bello stupirsi): ci sono più donne che uomini (non chiedetemi perché non mi aspettavo questo dato, pensieri :-S) che scelgono questo genere di vacanza; ma soprattutto: l’89% dei turisti rurali ricerca informazioni e prenota la vacanza su Internet. Segno che i consigli degli amici di Facebook vengono più ascoltati di quelli degli amici di scuola :-D

Un altro dato interessante è il periodo di permanenza (croce e delizia delle città d’arte): negli alloggi rurali ci si sta in media 3 o 4 giorni. Alla faccia del turismo mordi & fuggi.

E il web? Anche i turisti rurali cedono al fascino delle recensioni (38%) e la scelta definitiva della struttura spesso avviene in base all’attrattiva esercitata dal sito web della struttura ricettiva (37%).

Spunti di riflessione per un turismo rurale 2.0:

– il turista sceglie l’agriturismo perché sta bene e spende il giusto. La comodità è un fattore senza dubbio fondamentale per chi sceglie questo genere di vacanza. In ottica 2.0, il periodo di soggiorno piuttosto lungo (minimo 2/3 notti) mi fa pensare a numerose opportunità di integrazione con itinerari di visita ai luoghi limitrofi, alla riscoperta di micro-destinazioni di cui il nostro Paese abbonda.

le opportunità sul web sono molte, da parte delle strutture ricettive. Internet entra sempre di più nelle case e nelle modalità di scelta da parte del turista-utente (l’età media degli utenti si alza, come vediamo…anche mio padre si è iscritto a Facebook :P ). La Rete dovrebbe diventare realmente una rete per i piccoli operatori, iniziando finalmente ad operare in una prospettiva sistemica e di turismo integrato, composto di tanti aspetti (alloggio, enogastronomia, percorsi di visita, esperienze anche multimediali, perché no?).

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