I love Tuscany: da landmark a lovemark, la Regione Toscana si presenta in BIT 2012

In questi giorni a Milano si sta tenendo la BIT 2012, la Borsa Internazionale del Turismo, un appuntamento importante per operatori del settore, consulenti, aziende ed enti che si occupano di promozione turistica. Avrei dovuto partecipare, ma – per tutta una serie di motivi – mi tocca saltare e seguire un po’ quel che accade su Twitter. Fortuna che c’è Nunù, che mi ha passato un po’ di materiale in più sulla Regione Toscana e i progetti per il 2012.

L’altra sera ho seguito l’hashtag #toscanabit (sì, oltre a #sanremo, c’era anche questo tra i trend topic) e mi sono incuriosita parecchio. Quest’anno la Toscana parla con il linguaggio del cinema ai Paesi BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), che rappresentano un flusso turistico in costante crescita (+50% nelle presenze nel 2011, con circa 1,72 milioni di turisti). Recentemente la regione è stata scelta come location per alcune produzioni cinematografiche, come la soap brasiliana Passione, il telefilm cinese The China Story e il film indiano Rajapattai.

Il cineturismo è sicuramente un trend interessante, soprattutto perché i film contribuiscono a creare un immaginario e un legame forte tra personaggi e spettatore, che alla fine è curioso di andare a vedere dove quelle scene che tanto lo hanno colpito sono state girate. E magari scoprire un territorio diverso e forse ancora più affascinante.
D’altra parte, tutto questo si inserisce in una strategia che da qualche tempo la Regione Toscana grazie a Fondazione Sistema Toscana e al suo vivace social media team sta portando avanti. La presenza sui social della regione è veramente impressionante e questo consente di gestire nicchie di turisti interessati a diversi temi che trovano nella Toscana la loro realizzazione. Come, ad esempio, il moto turismo, il turismo cinematografico (come già citato prima) e quello congressuale. L’obiettivo è quello di far diventare la Toscana da semplice landmark a lovemark, operazione non semplice, visto che significa finalmente integrare il macro-brand Firenze, uno di quelli che come Roma e Venezia “si vende da sè”, all’interno di una strategia che coinvolga e valorizzi tutto il territorio e lo faccia conoscere e amare ai suoi turisti.
La comunicazione di un territorio al di là dei soliti stereotipi è uno di quei temi che mi capita spesso di affrontare quando parlo di turismo e comunicazione pubblica nel mio blog o in qualche seminario. Mi è capitato spesso di citare la Regione Toscana nei miei articoli su eGov perché mi piace il loro modo di affrontare il discorso turismo e promozione territoriale.

Non resta quindi che vedere come verrà messa concretamente in atto questa strategia, che punta alla valorizzazione di temi e stili di viaggio, più che sulla promozione delle singole località.

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