CulturaItalia: ci serviva davvero?

Da aprile 2009, un nuovo tentativo di aggregazione di contenuti digitali del patrimonio culturale italiano: nasce CulturaItalia, portale destinato a raccogliere info su eventi, mostre e il patrimonio artistico e culturale di cui l’Italia fortunatamente abbonda.
Il sito è stato salutato come “il più importante progetto realizzato in Italia sul tema della digitalizzazione, della pubblicazione sul web di contenuti culturali”, un modo user-friendly per essere vicino al turista e al cittadino, facendogli conoscere le meraviglie del nostro Paese.

Analizziamo CulturaItalia da vicino. Vi propongo una mini-SWOT analysis rivisitata (secondo me) per mettere a fuoco le principali caratteristiche del portale:

S(punti) di forza: grafica semplice, non abbonda in orribili banner che di solito caratterizzano questo genere di portali. L’idea è quella di presentarsi come aggregatore di contenuti e lavora bene sul concetto di categorie, anche se una richerchina per tags sarebbe stata gradita. Buona l’idea della ricerca utilizzando la mappa dell’Italia. Posso ricercare i contenuti per luogo, periodo storico, eventi ed enti promotori. Abbondiamo, e oltre all’invito a consultare l’indice, c’è anche il link a come utilizzarlo.

Wiki, sarebbe stato meglio: Diversi i punti di debolezza. L’ideale del sito è molto bello, ma:
– non c’è traccia di un minimo di presentazione del progetto, a parte il logo del Ministero dei Beni Culturali, se non ho partecipato alla conferenza stampa di presentazione, dove posso trovare obiettivi, modalità, promotori, mission e vision del progetto (che tra l’altro è collegato a Europeana, aggregatore di contenuti digitali del patrimonio culturale europeo…di cui non ho al momento trovato mezzo link nel portale)?
– come può elevarsi al di sopra di tutti gli altri portali che parlano di viaggi, eventi culturali, mostre ed altro? In cosa si distingue realmente? Io trovo contenuti che posso trovare in qualunque sito o blog locale, magari con un approfondimento maggiore di quello che posso leggere su CulturaItalia. Ok, aggrega. Ma quali sono i criteri per cui un evento (per i monumenti è un altro paio di maniche) trova spazio e dignità di esistere sul sito rispetto ad un altro? Forse dipende dal promotore? E i piccoli centri sono davvero rappresentati?
– E’ veramente user-friendly? Voglio dire, nel mondo della socialità su web, non manca una parte di community, di interazione, un wiki qualunque che permetta a questi benedetti visitatori di dare un feedback a chi scrive e sceglie i contenuti da pubblicare? Capisco, la linea editoriale. Giustissimo, ma il portale 1.0 di sola lettura (pensavo che fossimo in un’altra fase, quella del web sociale) è un po’ anacronistico. Nemmeno la possibiltà di lasciare un commenti, dare una preferenza alla notizia, condividerla perlomeno con altri. Altrimenti, se non posso nemmeno inviare il link al mio amico, mi compro un quotidiano piuttosto e mi leggo gli appuntamenti della settimana.

Oppure si potrebbe pensare a… : Le opportunità offerte dal web e da un progetto di questo tipo (mi riferisco a livello di mission, non di come è stato realizzato) sono infinite. I punti di debolezza esposti prima forniscono una serie di spunti su cui è necessario lavorare. Dal momento che CulturaItalia appare come uno dei tanti portali di cui, io personalmente almeno, ci siamo stufati, senza nemmeno la possibilità di iscriversi ai feed RSS (e qui cala un velo pietoso), bisognerebbe ripensare alle modalità di implementazione del progetto. Bene, vuole essere un aggregatore del patrimonio culturale italiano in digitale, innanzi tutto. Allora, accanto alla bella e lunga lista di luoghi, si potrebbe aggiungere una community in cui gli utenti (ricordo al Ministero che gli utenti sarebbero i cittadini, e che i cittadini sarebbero coloro che il territorio lo vivono in prima persona e lo conoscono meglio di chiunque altro) possono segnalare altri luoghi di interesse, correggere (magari in un wiki, anche parallelo alle notizie del portale) e postare foto e video dei luoghi visti dalla gente comune, che poi è quella che in genere usa internet. Insomma, il web 2.0 offre una miriade di possibilità per rendere il portale realmente un aggregatore di contenuti, che sia veramente utile agli utenti.

Trappole in agguato: le minacce sono tantissime. Traduco: i concorrenti sono tantissimi. Devo citarvi uno a uno tutto i portali / blog / community locali che affrontano argomenti dello stesso tipo? E’ vero, manca l’integrazione e l’idea di sistema…ma questa è un’opportunità, no? ;-)

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