Caro turista, ti scrivo. Il valore di una newsletter per la comunicazione turistica

Lo confesso: io sono una newsletter addicted. Trovo comodo il fatto di poter leggere tramite mail, senza dover tornare ogni giorno sul sito o rischiare di perdermi qualcosa tra i mille social media, una selezione delle notizie più interessanti. Amo chi propone le newsletter tematiche: se il sito tratta di una grande varietà di argomenti e a me interessa solo uno, non mi iscriverò mai a una newsletter generica che mi manda news sul mondo intero. Poi, mi piacciono le newsletter curate graficamente: quelle leggere, che non richiedono di scaricarti mega di roba, quelle che hanno i link giusti, i grassetti tanto quanto basta, pochi colori ma significativi; insomma, quelle di buon gusto. E infine, amo le newsletter che hanno un tono confidenziale, quelle che ti fanno sentire unico (anche tra migliaia di iscritti) e che non si prendono troppo sul serio.

In genere, prima di partire per una vacanza, visito il sito ufficiale della destinazione e, se possibile, mi registro alla newsletter. Perché?

Per avere informazioni sugli eventi che si terranno in quel luogo durante il mio soggiorno; per scoprire posti da visitare che non avevo minimamente considerato; per entrare un po’ più in confidenza con il luogo e, magari, trovare qualche promozione o attività da svolgere che faccia al caso mio. O perché poi vengo a scoprire che c’è qualcos’altro che mi interessa, in un periodo diverso da quello nel quale avevo programmato di andare, ed ecco che, ancora prima di partire, penso che dovrei già tornarci.

E quindi, mi è venuta la curiosità di vedere che combinano al riguardo i siti del turismo ufficiali in Italia.

L’importanza di gestire e sapere scrivere bene una newsletter è molto sottovalutato. Ci si lancia sui social media (spesso senza paracadute e senza un po’ di allenamento), ma si dimentica quello che è il più tradizionale e immediato canale di engagement: l’e-mail. Pensate a una persona che non usa i social network (sembra strano, ma esistono ancora). O che non viene a visitare il tuo sito web tutti i giorni per sapere se hai scritto qualcosa di nuovo. E no, non sa che cos’è un feed RSS. Però ha una mail. E quella volta, la prima volta che capita sul tuo sito, tu lo devi incuriosire quanto basta da spingerlo a rimanere in contatto con te.

Per curiosità, ho fatto una veloce analisi (ho considerato solo chi ha inserito il link in homepage) di come si comportano al riguardo i siti regionali del turismo. La newsletter era uno strumento che davo per scontato e acquisito, quindi pensavo di dover capire piuttosto il modo di gestione e i diversi stili comunicativi. E invece, cosa scopro? Che tra tutte le Regioni italiane (considerando 20 Regioni e le due Province Autonome di Trento e Bolzano, che hanno siti separati), solo sette sui propri portali prevedono la possibilità di iscriversi a una newsletter. Sorvolo, poi, sui siti letteralmente agghiaccianti che mi sono trovata davanti, meriterebbero un lunghissimo discorso a parte e la newsletter è l’ultimo dei loro problemi.

I “magnifici” sette sono:

Tra questi, hanno optato per l’invio di newsletter tematiche soltanto il Trentino e l’Umbria, che dà anche la possibilità di ricevere news sulle singole città. Funzionano bene, sono accattivanti, ben scritte, in linea con quanto dichiarato all’utente al momento dell’iscrizione? Non lo so. Ancora non me ne è arrivata nessuna per il momento :)

P.s.: Dimenticavo: amo anche le newsletter che danno la possibilità di cancellarsi (che poi è obbligatorio, #sapevatelo).

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