Il cambio di stagione e la teoria del prototipo

Fare il cambio di stagione è sempre un buon pretesto per decidersi a mettere in ordine i vestiti nell’armadio, che nel corso dei mesi si sono mescolati seguendo il principio “lo metto dove c’è posto”. Se invece fate parte di quella schiera di seguaci del magico potere del riordino, prometto che troverò un altro esempio la prossima volta.

Facciamo che – per una volta – siamo tutti disordinati. Quindi, apriamo l’armadio e decidiamo di mettere a posto maglie, magliette, camicie, abiti di vari colori e tessuti.

Quale criterio utilizzate?

Li ordinate per colore? Tinta unita o fantasia? Per tessuto (lana, cotone, seta…)? Oppure per “occasione”: vestiti per la palestra, quelli per l’ufficio, abiti per uscire la sera?

Insomma, un bel dilemma.

Perché se decidete di utilizzare il criterio “colore”, ad esempio, e cominciate ad accatastare maglie rosse con le rosse, blu con le blu, grigie con le grigie, a un certo punto – inevitabilmente – vi troverete davanti alla maglia a fantasia, che manderà in tilt il vostro colorato principio di categorizzazione.

La teoria del prototipo vi viene in aiuto.

A differenza delle rigide categorie aristoteliche (omogenee al loro interno, eterogenee tra di loro e – soprattutto – in cui gli elementi della stessa categoria hanno pari dignità), quelle che ci suggeriscono le scienze cognitive, e in particolare Rosch e Lakoff, sono un po’ più sfumate. All’interno di una categoria, nella realtà, ci sono elementi più rappresentativi di altri di quella stessa categoria. Un prototipo, appunto.

Quando andate a definire le categorie del vostro sito web, che spesso diventano label dei menu di navigazione, pensate ai vostri utenti e prendete un prototipo, un elemento più rappresentativo di altri di una determinata categoria.

Naturalmente, questo modo di categorizzare è da adottare se è utile allo scopo. Altrimenti, potete tranquillamente utilizzare altri criteri di classificazione delle informazioni. Può tornarvi utile nel caso in cui i confini tra un gruppo di contenuti e un altro siano più sfumati. Le categorie “altro” sono utilizzate spesso per risolvere questo tipo di situazioni, ma poco utili nell’orientare l’utente.

Pensate, dunque, in modo trasversale, coinvolgete gli utenti con il card sorting (molto utile per capire i meccanismi mentali di raggruppamento).

Un esempio: Amazon.com

Amazon organizza le categorie, che a loro volta si suddividono in altre sotto-categorie che si affinano man mano che si procede nella navigazione.

Una categoria meravigliosa si intitola: Casa, Giardino, Fai da te e Animali. Trova l’intruso, verrebbe da dire. Questa categoria evoca nell’utente tutto ciò che ha a che fare con il mondo della propria vita domestica, fatta appunto di “casa”, a volte un “giardino”, dove ci aspettano i nostri amici a quattro zampe e ci si dedica al “fai da te”.

Le sotto-categorie:

  • Illuminazione
  • Arredamento e decorazioni
  • Cucinare e servire
  • Stiro e aspirazione
  • Tè e caffè
  • Tessili e materassi
  • Hobby creativi
  • Climatizzazione
  • Grandi elettrodomestici
  • Tutto in Casa e cucina
  • Occasioni a prezzi bassi
  • Amazon Scout | Trova il tuo stile
  • Casa Intelligente
  • Negozio per professionisti
  • Utensileria
  • Ferramenta
  • Installazioni per bagno e cucina
  • Giardino e giardinaggio
  • Tutto per il Fai da te
  • Tutto per gli animali domestici

È evidente che “utensileria” ha delle sovrapposizioni con “tutto per il fai da te” e “ferramenta”. Amazon non può perdersi nemmeno una vendita e, quindi, presenta i prodotti tenendo conto dei ragionamenti di navigazione degli utenti. Ad esempio, la categoria “tè e caffè”, nel contesto “casa” è più efficace di una più generica seppur corretta etichetta “bevande”. Tè e caffè sono prototipi di un gruppo di prodotti eterogenei (dalle capsule alle macchinette, agli accessori) molto più utili per l’utente che non deve fare troppi sforzi mentali per capire a quale sfera cognitiva sì riconduce quella categoria.

In sintesi, forse alla fine di questo post non avrete un armadio perfettamente ordinato, ma di sicuro riuscirete a trovare velocemente il vestito che vi interessa ;-)

E voi, vi siete mai imbattuti in siti con categorizzazioni originali ma utili per l’utente? Segnalateli nei commenti!

Qualche lettura consigliata

Architettura dell’informazione. Guida alla trovabilità, dagli oggetti quotidiani al web (Luca Rosati)

Women, fire and dangerous things: What categories reveal about the mind (G. Lakoff)

Card Sorting: a quick guide

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